Michael Beutler – Onion

MICHAEL BEUTLER

Onion

02.14.26 – 11.04.2026
Pinksummer | Palazzo Ducale, Genova, Italia

Pinksummer è lieta di presentare la terza personale Pinksummer di Michael Beutler, Onion.

La mostra inaugurerà il 14 febbraio 2026 alle ore 18.00 presso la galleria Pinksummer e sarà visibile sino all’11 aprile 2026.

 

Comunicato stampa

Immagini (coming soon)

 

14.02.26 – 11.04.26

Pinksummer | Palazzo Ducale, Genova, Italia

L’artista:

Michael Beutler (1976 Oldenburg, Germania) vive e lavora a Berlino. Celebre per le sue installazioni monumentali e site-specific, che trasformano radicalmente la percezione degli spazi architettonici e sociali attraverso l’uso di materiali poveri o industriali, Beutler si distingue per un approccio basato sul processo e sulla partecipazione collettiva. Progetta e costruisce strumenti e macchinari manuali specifici per ogni progetto per lavorare i materiali sul posto. Michael Beutler ha esposto in prestigiosi musei e istituzioni internazionali, come l’Hamburger Bahnhof di Berlino, il Nottingham Contemporary e il Museum für Moderne Kunst di Francoforte, e ha partecipato, tra le altre, alle biennali di Venezia, Berlino e Gwanju.

 

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Tutte le mostre:

INTERVALLO | Febbraio 2026

] INTERVALLO [

Landscapes in-between

Koo Jeong A, Tobias Putrih, Tomás Saraceno

03.02.26 – 10.02.26
Pinksummer | Palazzo Ducale, Genova, Italia

Nella pausa tra la prima personale Pinksummer di Anna Scalfi Eghenter Collectors Anonymous (04.10.25 – 17.01.26) e la terza personale Pinksummer di Michael Beutler Onion (14.02.26 – 11.04.26), Pinksummer è lieta di annunciare l’inaugurazione della prima edizione di INTERVALLO. Landscapes in-between, uno speciale allestimento intermedio dedicato a opere selezionate dell’archivio di Pinksummer.

Nell’edizione di INTERVALLO di febbraio 2026, Pinksummer espone una selezione di opere di Koo Jeong A, Tobias Putrih e Tomás Saraceno.

 

Comunicato stampa (coming soon)

Immagini (coming soon)

 

03.02.2026 – 10.02.26

Pinksummer | Palazzo Ducale, Genova, Italia

GLI ARTISTI

Koo Jeong A (1967, Seul, Corea del Sud) vive e lavora ovunque. La sua pratica multidisciplinare comprende scultura, disegno, installazione, suono e profumo, e si caratterizza per un linguaggio poetico e sensoriale che si sviluppa attraverso l’uso di materiali eterogenei, interventi minimi e una grande attenzione alla dimensione temporale e spaziale dell’opera. Koo Jeong A ha esposto in importanti istituzioni internazionali come il Palais de Tokyo di Parigi, il Kunsthaus Graz, il Guggenheim Museum di New York e il Leeum Samsung Museum of Art di Seoul, e ha partecipato a numerose biennali, tra cui Venezia, Gwangju e Lione.

Tobias Putrih (1972, Kranj, Slovenia) vive e lavora tra Lubiana e New York. Il suo lavoro esplora le relazioni tra architettura, utopia modernista e cultura visiva, attraverso installazioni immersive spesso realizzate con materiali leggeri ed effimeri come cartone, carta e legno. Le sue strutture temporanee funzionano come spazi di proiezione, riflessione e attraversamento, mettendo in discussione i confini tra modello, scultura e architettura. Tobias Putrih ha esposto in istituzioni quali il MoMA di New York, il Kunsthaus Graz, il Moderna Museet di Stoccolma e il Van Abbemuseum di Eindhoven, partecipando inoltre a biennali internazionali tra cui Venezia e San Paolo.

Tomás Saraceno (1973, San Miguel de Tucumán, Argentina) vive e lavora a Berlino. La sua pratica interdisciplinare unisce arte, scienza e architettura, immaginando nuovi modelli di coesistenza ecologica e sociale ispirati a strutture naturali come le ragnatele, le nuvole e gli ecosistemi atmosferici. Le sue installazioni monumentali e spesso sospese invitano a ripensare l’autorialità dell’arte il rapporto tra uomo, natura e animale. Tomás Saraceno ha esposto in istituzioni internazionali quali il Palais de Tokyo di Parigi, l’Hamburger Bahnhof di Berlino, il MoMa di New York e le Serpentine Galleries di Londra, e ha partecipato a numerose edizioni della Biennale di Venezia e di altre rassegne internazionali.

PINKSUMMER GOES TO SENAREGA

Why should not we enjoy an original relation to the universe?

con Peter Fend, Koo Jeong A, Tomás Saraceno, Mark Dion,

Luca Vitone, Bojan Šarčević, Cesare Viel, Luca Trevisani

 

Castello di Senarega, Valbrevenna (Ge)

30 luglio – 13 settembre 2020


La mostra sarà aperta dal venerdì alla domenica, 16-20 e su appuntamento

 

COMUNICATO STAMPA

Pinksummer goes to, dopo Roma e Palermo, andrà in villeggiatura nel castello del piccolo borgo medioevale di Senarega, in alta Valbrevenna, ai piedi del monte Antola, montagna cara ai genovesi, il cui nome deriva dalla parola greca ἄνθος (antos) che significa fiore, montagna fiorita dunque, dove il sedicenne Albert Einstein (Ulma, 14 marzo 1879 – Princeton, 18 aprile 1955), sulla strada sul crinale tra Pavia e Genova, bivaccò una notte, osservando per la prima volta, in quel cielo misterioso, quanto fosse bizzarra l’orbita disegnata da Mercurio. D’altra parte, per quest’anno, niente appare più appropriato della villeggiatura e dell’otium che ne consegue, per rinfrancarci in anticipo da viaggi o vacanze eventuali, in un futuro che non sappiamo ancora ridisegnarci in forma confidenziale.

Una mostra di mezza estate, che aprirà i battenti del castello dei Fieschi di Senarega a fine luglio e chiuderà in prossimità dell’autunno, il cui nome l’abbiamo pescato nell’introduzione di Nature di Ralph Waldo Emerson (Boston, 25 maggio 1803 – Concord, 27 aprile 1882) e recita: Why Should Not We Enjoy an Original Relation to the Universe?

Friedrich Nietzsche (Röcken, presso Lützen, 1844 – Weimar 1900) stesso si lasciò ispirare dal pensiero di Emerson quando immaginò a Genova La Gaia Scienza.

Una mostra, quella di Pinksummer a Senarega, per ragionare di un tempo, il nostro, in cui seppure non sembriamo più cercare un rapporto diretto con la natura né con Dio, sprofondati entrambi nel mito, ma a differenza degli antenati, ci è stato concesso di guardare con i nostri occhi, la biopolitica in azione. La rete dei poteri che ha gestito, o meglio sta gestendo le discipline del corpo e la regolazione della popolazione. Per dirla appieno con Michel Foucault (Poitiers, 15 ottobre 1926 – Parigi, 25 giugno 1984): un’area in cui il potere ha accesso al corpo per garantire la vita. Uno spazio in cui alla legge, viene sostituita la norma, duttile e plasmabile sulla circostanza come il metallo fuso, che garantisce al potere la zona franca dello stato di eccezione, che, Giorgio Agamben (Roma, 22 aprile 1942) avverte, nella ultra-modernità sta diventando, per un motivo o per l’altro, una consuetudine. Norma che negli ultimi mesi si è trasformata a livello planetario in un distillato velenosissimo di terrorismo puro, molto al di là dell’aberrazione linguistica di indicare anche l’esile pioggia di primavera con la parola allerta, seguita da quella che indica il colore giallo.

Why Should Not We Enjoy an Original Relation to the Universe? Presenterà le opere di otto artisti rappresentati da Pinksummer Koo Jeong A, Peter Fend, Tomás Saraceno, Mark Dion, Luca Vitone, Bojan Šarčević, Cesare Viel, Luca Trevisani. Una mostra che nel nostro intento fragile, vorrebbe rivendicare la vita piena, bruciando, come fosse uno spaventapasseri di paglia e cenci, la vita nuda. Un passaggio, come quelli che si celebrano sulle montagne, per scacciare con un rito di fuoco l’inverno e accogliere al meglio la rigenerazione.

Una mostra rituale tra le ripide montagne di una valle chiusa dell’Appennino ligure, per celebrare il diritto dell’individuo, giovane o vecchio che sia, alla soggettività e alla intersoggettività, anche inter-specie volendo, alla libertà e alla soddisfazione dei desideri veri, contro ogni scienza o ogni disciplina statistica o sociologica che ci ha trascinato inermi nel solco di una normalità fasulla e spaventosa rispetto all’attività biologica.

Un’esposizione germogliata per ricordarci che qualcosa di profondamente distopico è accaduto, e che l’accadimento è avvenuto nella cornice del neoliberismo pervasivo e deviato, forse anche patologico, che tende a appiattire la natura nell’eco ecologico-ambientalista, rendendoci dimentichi che la natura, quando le garba, sa essere davvero maligna con i suoi esseri, tutti, anche con l’uomo, senza eccezione, componendoci e dissolvendoci quasi fossimo delle nuvole. La natura che richiede ai nostri corpi e alla nostra intelligenza continui adattamenti. La natura che non ha eguali tra gli esseri e per perfidia e per istinto della bellezza e mai potremmo eguagliarla circa l’indifferenza.

Una mostra viziosa e anti-ecologica, come il circolo chiuso del pensiero poetico di Giacomo Leopardi (Recanati, 29 giugno 1798 – Napoli,14 giugno 1837), tra il tedio e il titanismo eroico dell’uomo, che potrebbe, con qualche aggiustamento disinteressato, smettere di considerarsi la locusta del pianeta, o farsi paragonare alla meteorite caduta sullo Yucatan, o ai rettili giganteschi, consumatori della preistoria.

La razza umana di fatto è un’eccezione tra le specie, e nel nostro umanesimo forse avventato, sappiamo che anche tra i castori più bravi a costruire dighe, non si può trovar alcun Galileo Galilei e neppure un Michelangiolo.

La mostra è un invito a prendersi una pausa, in breve, dal quadro igienico e igienizzante smaccatamente neoliberista della bio-politica perché al di là delle chiacchere misantrope dello gnomo o del folletto delle Operette Morali, anche Giacomo Leopardi riconosceva che l’eroismo della razza umana risiede nella consapevolezza.

Alcune opere presentate in mostra sono inedite, fresche fresche di produzione, altre sono fantasmatiche come i sogni, tutte sono umanizzate e umanizzanti nell’accezione più positiva.

 

EVENTI:

  • 30 luglio conversazione con l’artista Luca Vitone
  • 8 Agosto la scrittrice Rosa Matteucci farà una lettura dei Tarocchi realizzati da Tomás Saraceno
  • 15 agosto performance del collettivo di artisti Mefistofele Documenta
  • 22 settembre l’apicultore Alberto Pesavento parlerà di api di alveari e indirettamente della polis
  • 29 agosto Cesare Viel performance Campo del Prete

 

Si ringraziano il Comune di Valbrevenna, Trattoria Il Pioppo e i partecipanti agli eventi: Rosa Matteucci, Alberto Pesavento, Cesare Viel, Luca Vitone, il collettivo Mefistofele Documenta

 

info@pinksummer.com

010 2543762