TOMÁS SARACENO

OPERE

Tomás Saraceno
Cumulus Arcus Pannus/M+M
2025
Acciaio inossidabile verniciato a polvere, lenza da pesca monofilamento, pannelli a specchio
56 x 106 x 60 cm
Edizione unica

 

Richiedi informazioni
Tomás Saraceno
Arachne’s handwoven Spider/Web Map of a Solitary, semi social mapping of Q0906+6930 by one Nephila clavipes-two weeks, a pair of Cyrtophora citricola-one week
2023
Filo nero tessuto a mano su tela in cotone
130 x 195 cm
Edizione unica

 

Richiedi informazioni
Tomás Saraceno
Altocumulus Asperitas/M+M
2024
Acciaio inossidabile verniciato a polvere, monofilamento, pannelli metallici semitrasparenti laccati e verniciati
45 x 90 x 52 cm
Edizione unica

 

Richiedi informazioni
Tomás Saraceno
Cosmic Chords: WASP-75 Ab
2024
Fibra di carbonio, corda in poliestere, corda in velluto
49 x 51 x 60 cm
Edizione unica

 

Richiedi informazioni
Tomás Saraceno
Foam SB 110/15d
2024
Acciaio inossidabile, plexiglass iridescente, monofilamento
88 x 85 x 71 cm
Edizione unica

 

Richiedi informazioni

ABOUT

Tomás Saraceno (1973, Tucumán, Argentina) vive e lavora a Berlino. Formatosi tra Buenos Aires, la Carcova e la Städelschule di Francoforte, e successivamente invitato al prestigioso International Space Studies Program presso il NASA Ames Research Center nel 2009, sviluppa sin dagli anni Novanta una pratica che attraversa arte, architettura, scienze naturali, ingegneria, astrofisica, filosofia e antropologia. Al centro del suo lavoro si innesta una riflessione radicale sulle possibilità di abitare il mondo in maniera diversa, superando le strutture del Capitalocene e sperimentando forme di convivenza eco-sociale che coinvolgano umani e non-umani.
Già dai primi progetti, come Air-Port-City/Cloud City (2010-2011), Saraceno immagina una futura esistenza aerea: città fluttuanti composte da moduli abitabili, capaci di migrare e ricombinarsi come nuvole, in dialogo ideale con le utopie di Buckminster Fuller, Gyula Kosice e Yona Friedman. Questa visione non si limita a un esercizio teorico, ma si traduce in modelli e installazioni che invitano il fruitore a ripensare radicalmente i modi di vivere e di percepire l’ambiente.
Nel 2007 nasce Museo Aero Solar, una grande scultura collettiva realizzata con sacchetti di plastica riciclati, costruita insieme a comunità di persone. Da qui prende forma Aerocene, ovvero una fondazione istituita nel 2015 consistente in una rete interdisciplinare che sperimenta forme di volo completamente libere da combustibili fossili, litio o idrogeno, e propone un’attivazione etica e politica dell’aria come spazio di giustizia climatica. Attraverso workshop, strumenti open-source e performance aerostatiche in centinaia di città del mondo, Aerocene dà vita a un movimento transnazionale e multiscalare. Il culmine simbolico di questa ricerca è rappresentato dal volo di Aerocene Pacha nelle Salinas Grandes (2020, Jujuy, Argentina) – sviluppato insieme alle comunità indigene del territorio – che ha stabilito trentadue record mondiali e rivendicato una transizione eco-sociale contro l’estrattivismo del litio. Una parte dei proventi delle opere legate ad Aerocene è destinata, tramite accordi con le gallerie e la ONG FARN, alle comunità di Salinas Grandes e Laguna de Guayatayoc.
Parallelamente, a partire dal 2012 e in maniera più organica dal 2018, Saraceno avvia Arachnophilia, un dipartimento di ricerca transdisciplinare dedicato allo studio delle architetture e delle vibrazioni dei ragni e delle loro ragnatele, in collaborazione con scienziati del Max Planck Institute, TU Darmstadt, Museum für Naturkunde Berlin e altri. Nascono così la tecnica di scansione tridimensionale delle ragnatele (Spider/Web Scan), la più vasta collezione di ragnatele 3D esistente, il portale Nggamdu.org e le piattaforme Arachnophilia.net e Arachnomancy. In questi progetti, ragni di specie diverse tessono ragnatele composite — un fenomeno biologicamente raro — offrendo modelli viventi di interdipendenza, simbiogenesi e cooperazione interspecifica. Le installazioni che ne derivano, in cui la seta vibra grazie a laser o dispositivi biotremologici, aprono ai visitatori spazi percettivi non antropocentrici, restituendo dignità formale e culturale a ecologie solitamente invisibili.
Questa sensibilità si riflette anche nella concezione espositiva di Saraceno. Le sue installazioni sfidano la nozione di white cube e le proporzioni antropiche dell’architettura, predisponendo ambienti in cui gatti, uccelli, insetti, ragni e altri esseri possano coabitare lo spazio della mostra. Già nel 2012, durante Cloud City sul tetto del Metropolitan Museum, la presenza inattesa di un falco nidificante portò l’artista a modificare il percorso del pubblico: un episodio che non fu considerato un incidente, ma un precedente orientativo nella sua pratica, basata sull’ascolto dei ritmi animali.
Questi principi si sviluppano ulteriormente in progetti come Web(s) of Life (Serpentine Galleries, 2023), dove Saraceno collabora con The Royal Parks per integrare habitat per uccelli e altre specie all’interno del parco, e trovano nuova declinazione nella mostra Anima∞le (Pinksummer, Genova, 2024). Qui l’artista agisce su due livelli: costruisce uno spazio espositivo che neutralizza gerarchie architettoniche e riferimenti antropocentrici, e invita a una convivenza concreta tra opere, animali e visitatori. Alcuni lavori includono clausole che obbligano i collezionisti a riconoscere l’animale come coproprietario dell’opera, accettandone tempi e esigenze; altri, come le tele “da annusare” per cani, rovesciano codici consolidati della storia dell’arte, ampliando lo spettro sensoriale dell’esperienza estetica.
Dialoghi, relazioni e processi condivisi costituiscono il nucleo del metodo di Saraceno. Che si tratti di apicoltori coinvolti nella serie Out-of-cell time, aracnologi, ricercatori di MIT, Max Planck o NTU Singapore, o comunità andine, la pratica dell’artista si articola come una rete vivente, mobile, tentacolare: un modello operativo che rifiuta l’individualismo per abbracciare forme di pensiero collettivo, transdisciplinare e multispecie.
In oltre vent’anni di attività, Saraceno ha presentato progetti in istituzioni internazionali come Palais de Tokyo, The Shed, Serpentine Galleries, MONA Tasmania, Red Brick Museum, SFMOMA, Hamburger Bahnhof, K21 Düsseldorf, Hangar Bicocca e Museo de Arte Moderno di Buenos Aires, partecipando a edizioni della Biennale di Venezia e a eventi internazionali come COP20, COP21, COP26 e il World Economic Forum. Le sue opere fanno parte di collezioni come MoMA New York, SFMOMA, Walker Art Center, Nationalgalerie Berlin, Louisiana Museum of Modern Art, e oltre ventuno installazioni permanenti sono state realizzate in quattro continenti.
Oggi Saraceno continua a espandere la propria pratica attraverso conversazioni, incontri e progetti collettivi che attivano nuove “arti del notare”. Il suo lavoro — sospeso tra utopia e pragmatica ecologica, tra sogno del volo e ascolto delle vibrazioni di una ragnatela — invita a coabitare il mondo in modo più attento, reciproco e responsabile, riconoscendo la Terra come una rete cosmica di relazioni a cui tutti apparteniamo.
Tomás Saraceno nel 2022. Courtesy dell'artista, di Aerocene Foundation e di Audemars Piguet.
Scarica il CV

MOSTRE

NEWS