ARCO MADRID 2026 | MADRID, 04.03.26 – 08.03.26

ARCO MADRID 2026 | MADRID, 04.03.26 – 08.03.26

Pinksummer partecipa alla 45ª edizione di ARCO Madrid con opere di Mark Dion, Peter Fend, Koo Jeong A e Tomás Saraceno.

Pinksummer's stand at ARCO Madrid 2026.
Pinksummer, ARCO Madrid 2026. Installation view. Photo © CHOREO – Lars-Ole Bastar & Roman Häbler.

Artistic Activism for an Interdependent Planet

 

In un mondo che affronta un collasso ecologico senza precedenti, l’arte non deve solo riflettere — deve attivare. Questo progetto riunisce quattro artisti visionari le cui pratiche, pur distinte, convergono in un impegno condiviso verso l’attivismo artistico. Ogni opera in mostra costituisce un invito a ripensare il nostro intreccio con la Terra, promuovendo nuove forme di percezione, responsabilità e cura planetaria.

Peter Fend trasforma la cartografia in resistenza. Con Global Desert, si appropria dei codici visivi delle corporation energetiche per svelare le devastanti realtà della dipendenza dai combustibili fossili. Le sue mappe e le sue proposte non sono metafore, ma vere e proprie strategie — progetti ecologici che ridisegnano il territorio secondo linee idrologiche e biopolitiche. Il suo lavoro mette in luce le contraddizioni del capitalismo estrattivo offrendo al contempo alternative concrete fondate su un’etica planetaria.

Tomás Saraceno ci invita a una coabitazione radicale con mondi non umani. Le sue opere collaborative con i ragni — intricate sculture di ragnatele — e le sue installazioni iridescenti, aerostatiche e basate sulla schiuma propongono uno spostamento di coscienza. Ci chiedono: cosa significherebbe abitare l’aria, la rete, il vuoto — non come dominatori, ma come ospiti? La pratica di Saraceno fonde scienza, architettura e immaginazione, costruendo utopie di solidarietà interspecie e futuri post-fossili.

La serie SS(Seven Stars) di Koo Jeong A traccia un percorso lirico e metafisico attraverso ecologia, astronomia e percezione. Le sue opere immaginano una realtà in cui alberi, stelle e spettatori sono legati da linee invisibili di luce, tempo e cura reciproca. Confrontandosi con la dimensione dimenticata della notte — oggi oscurata dall’inquinamento luminoso — le sue tele luminescenti restituiscono il buio come spazio di visione e riflessione. La sua pratica, profondamente antispecista, recupera l’intelligenza delle piante e la silenziosa saggezza dei ritmi planetari.

Mark Dion rivolge la propria attenzione ai fragili ecosistemi della vita marina. Noto per la sua pratica di assemblare esposizioni pseudo-scientifiche che imitano l’estetica dei musei di storia naturale, Dion conduce lo spettatore in un’indagine che è al tempo stesso ecologica e politica. Catalogando specie, manufatti e tracce dell’impatto umano, mette in evidenza ciò che è in gioco nei nostri oceani: non solo la perdita di biodiversità, ma anche l’erosione della memoria culturale e ambientale. Attraverso questo lavoro, Dion sottolinea come gli ambienti costieri e sottomarini siano testimoni in prima linea della crisi climatica, ricordandoci che la conservazione non è nostalgia, ma resistenza: un impegno a difendere la pluralità delle forme di vita contro le forze omologanti dell’estrazione e dell’urbanizzazione.

Insieme, questi quattro artisti articolano una politica dell’urgenza ecologica — una politica che rifiuta lo spettacolo e abbraccia conoscenza, cura e intervento. Questa non è una mostra su temi ambientali; è una costellazione di opere-agenti che tracciano nuovi immaginari di coesistenza, resistenza e trasformazione.

ARCO Madrid 2026

Padiglione 9, Booth 9D10

04.03.26 – 05.03.26 (Preview)

05.03.26 – 08.03.26 (Public days)