Bojan Šarčević – What remains is the threat
Bojan Šarčević – What remains is the threat
Opening 02.10.26
Pinksummer | Palazzo Ducale, Genova

Pinksummer è lieta di presentare
Bojan Šarčević
What remains is the threat
Opening 02.10.26 | 6 pm
Pinksummer | Palazzo Ducale, Genova
“Cara Antonella,
Grazie per tutte queste domande. Sono davvero interessanti e mi hanno fatto ripensare a molte delle questioni che ruotano attorno a questo lavoro. Tocchi aspetti della violenza anche molto diversi tra loro, e non sono sicuro di riuscire a rispondere su tutti in modo erudito o teorico. Probabilmente posso parlare in maniera più semplice, partendo dall’origine del lavoro e dalla mia esperienza personale.
Hai ragione a creare una connessione con Vieille Lâcheté, la mostra che abbiamo fatto insieme qualche anno fa. Quella mostra aveva a che fare con il tema della mostruosità, e vedo What remains is the threat proprio come una sua continuazione. Forse le mie preoccupazioni sono diventate solo più specifiche. Dopo la mostruosità, in qualche modo, viene la violenza. E poi il trauma, l’ansia, la paura e la questione di come tutte queste cose si integrano nei nostri corpi, nella nostra educazione e, infine, nelle strutture ordinarie delle nostre vite.
Credo che ciò che mi interessa oggi sia proprio il fatto che la violenza non è eccezionale. Certo esiste una violenza spettacolare—la guerra, l’omicidio, il massacro—ma esiste anche una violenza molto più silenziosa, che ci circonda costantemente e che ormai facciamo fatica a riconoscere. È istituzionale, economica, politica, psicologica. Diventa parte del modo in cui funziona la società.
Forse è per questo che l’idea della banalità del male mi risulta ancora così potente. Ratko Mladić è ovviamente un esempio estremo, ma ciò che fa paura non è soltanto l’individuo che commette questi atti. È tutto ciò che, intorno a lui, li rende possibili: le persone che li accettano, li razionalizzano, li amministrano o semplicemente vanno avanti con la propria vita mentre accadono.
E forse tutto questo è ancora più strano oggi, perché abbiamo una prossimità costante con la violenza. Ce la portiamo dietro sugli schermi. Possiamo guardare le immagini di una guerra o di una città distrutta e, letteralmente pochi secondi dopo, guardare un ristorante, una mostra, un paio di scarpe, le vacanze di qualcuno. Non c’è quasi più transizione. Queste realtà completamente diverse coesistono sulla stessa superficie.
Lo trovo molto inquietante. Non perché pensi che le persone siano indifferenti o in qualche modo moralmente peggiori che in passato.Credo semplicemente che esista un limite a quanto uno può assorbire. Non si può vivere permanentemente nella piena consapevolezza di tutta la violenza che avviene nel mondo. Sarebbe insopportabile. Così la normalizziamo. La integriamo. Troviamo dei modi per continuare.
Ed è forse da qui che nascono i lavori. La violenza che contengono non arriva proprio come un’esplosione. È già accaduta, o forse sta ancora accadendo, ma da qualche parte all’interno della struttura. Il metallo piegato, le giacche di pelle vuote, le scene medievali di divoramento, i serpenti—non illustrano la violenza. Sono più come delle cose che l’hanno assorbita.
I rilievi medievali mi hanno interessato proprio per questo motivo. Oggi queste immagini di corpi divorati ci appaiono mostruose, ma erano anche strumenti di organizzazione morale. Mostravano che cosa accade a chi si colloca al di fuori di un determinato ordine. In questo senso il mostro è già amministrativo. Ti dice a quale posto appartieni e che cosa succede se non ci rimani.
E forse i nostri stessi sistemi non sono poi così diversi. Sono semplicemente molto più levigati.
Per questo faccio anche fatica a credere che la violenza appartenga a un qualche passato primitivo che la civiltà starebbe progressivamente lasciandosi alle spalle. Non sono sicuro di avere una visione hobbesiana dell’umanità e non credo necessariamente che gli esseri umani siano fondamentalmente violenti. Ma penso che la violenza sia stata presente lungo tutta la storia della civiltà e che abbia una straordinaria capacità di adattamento. Cambia linguaggio, aspetto e tecnologia. A volte diventa meno visibile proprio perché si è integrata meglio.
Persino qualcosa di ordinario come il telefono nelle nostre mani ci mette in relazione con l’estrazione di risorse in qualche altra parte del mondo, con condizioni di lavoro che non vediamo, forse persino con conflitti che si stanno svolgendo a migliaia di chilometri di distanza. Quindi la difficoltà sta nel fatto che noi non siamo esterni a queste strutture. Il nostro stesso benessere vi partecipa. Anche la cultura vi partecipa. Io sicuramente sì.
Questa consapevolezza è diventata molto più forte per me negli ultimi anni. Ecologicamente, finanziariamente, politicamente, tutto sembra in qualche modo amplificato. Forse quando ero piùgiovane conservavo ancora l’idea piuttosto ingenua che certe forme di violenza appartenessero alla storia. Il che è strano, perché in realtà io stesso ho vissuto la guerra e lo sfollamento. Ma forse proprio per questo, per molto tempo ho avuto bisogno di immaginarli come qualcosa che era accaduto, qualcosa che uno si poteva lasciare alle spalle.
Adesso ne sono meno sicuro.
La tua ultima domanda tocca per me questo punto nel modo più diretto. Come fa la persona della porta accanto a diventare improvvisamente il nemico? Come fa un collega, un vicino o un amico a diventare qualcuno che deve scomparire perché un’identità possa sopravvivere? Ho visto qualcosa del genere accadere in Jugoslavia. Ancora non lo capisco del tutto. Ciò che mi spaventa è la rapidità con cui identità che sembravano relativamente fluide possono irrigidirsi quando vengono organizzate attraverso la paura. Una volta che le persone si convincono che la propria esistenza dipende dall’esclusione di qualcun altro, la violenza può improvvisamente apparire non soltanto accettabile, ma necessaria.
Ed è per questo che non saprei dire se il conflitto in sé sia davvero l’origine della violenza. Anche il conflitto può essere produttivo. La differenza può essere produttiva. Forse la violenza comincia quando il conflitto non è più in grado di tollerare la complessità—quando l’altro deve diventare completamente altro, quando l’ambiguità diventa insopportabile, quando qualcuno deve essere ridotto a una categoria prima di poter essere escluso o distrutto.
Quindi sì, in questo senso è possibile che la violenza sia una scorciatoia. Elimina la complessità.
Ma esito a fare di tutto questo una teoria generale. Non ho risposte a queste domande, e non credo che la mostra ne proponga. I lavori sono nati più come una reazione, qualcosa che si è accumulato per molto tempo e si è coagulato a un certo punto in una questione urgente.
La frase «Viviamo tra ciò che rimane, non come sopravvissuti ma come archivisti di catastrofi sottaciute» [nostra trad.] probabilmente nasce da questa sensazione. Siamo circondati dalle conseguenze di cose che non abbiamo necessariamente vissuto in maniera diretta eppure in qualche modo abbiamo ereditato. Edifici, oggetti, immagini, istituzioni, persino gesti possono portare con sé delle storie che non sono più visibili. Noi viviamo all’interno di questi strati. La catastrofe non scompare quando l’evento è finito. Cambia forma.
È questo che intendo quando dico che la violenza è una struttura piuttosto che un evento. Persiste e circola. Diventa architettura, burocrazia, immagine, abitudine, a volte persino bellezza.
Ma non voglio neanche concludere con l’idea che tutto sia inevitabilmente violento e che non esista la possibilità di qualcosa di diverso. La cosa curiosa è che i lavori che sto iniziando ora si stanno dirigendo verso tutt’altro. Per la prima volta dopo molto tempo sono tornato a lavorare con le immagini, e ho sviluppato un interesse per l’origine della vita—il modo in cui la vita appare, si organizza e diventa progressivamente più complessa.
Forse è semplicemente il mio modo di lasciarmi questo ciclo alle spalle. O forse, dopo aver trascorso tanto tempo a pensare alla distruzione, avevo bisogno di pensare a ciò che viene prima di essa, o a ciò che potrebbe venire dopo.
Quindi forse, dopotutto, c’è anche una qualche forma di speranza. Deve esserci, in un modo o nell’altro.
Bojan”
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Nelle tue opere recenti guardi alla violenza come a un continuum, come a qualcosa di strutturale: la violenza pare essere colta come ben al di là dello scenario dell’eccezione. Sembra piuttosto assumere forme ordinarie quotidiane, apparentemente legali, rintracciabili nelle zone oscure dei “corridoi levigati dell’Occidente umanitario” come scrive in un bel saggio di antropologia della violenza Roberto Beneduce muovendo dai concetti di malattia, di devianza, di esclusione. I massacri veri e propri accadono invece in un altrove mutevole. Come definiresti o classificheresti la violenza considerando la pluralità delle sue espressioni?
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Credi che sia troppo ingenuo pensare a una politica scollata dal potere, ossia non fondata dal potere e sul potere, ma piuttosto sul presupposto di uguaglianza tra tutti gli esseri contro la logica della sovranità dello Stato moderno (il “potere destituito” di Giorgio Agamben)? Una politica libera dall’aggressività coloniale e dalle smanie di conflitto? È il conflitto la radice della violenza?
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Sembra che tu abbia una visione hobbesiana pessimistica della natura umana—homo homini lupus. Credi che la violenza sia ontologica e solo distruttiva o credi che l’aggressività possa essere regolamentata e ritualizzata, come la “combattività” di cui si parla in etologia, assumendo anche connotati benigni e rimandi all’idea di cooperazione in natura sia rispetto agli umani che alle altre specie animali?
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Non credi che la violenza sia una sorta di scorciatoia che nega la complessità del conflitto?
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Nel 2013 lo psicologo americano Steven Pinker ha pubblicato uno studio molto importante sul declino della violenza, The Better Angels of Our Nature, in cui afferma che l’epoca che stiamo vivendo è la più pacifica della Storia umana. Le opere di What remains is the threat presentate prima da BQ a Berlino e poi da Pinksummer, pur essendo contemporanee nei contenuti come forse nella tecnica, hanno un’aura medievale e rimandano al sottile fantasma di una violenza potente: nel Medioevo, se non si sapeva amare e odiare con tutta la passione possibile, si veniva emarginati. Cosa intendi affermando “Viviamo tra le vestigia, non come sopravvissuti ma come archivisti di catastrofi inespresse [inesprimibili?]”?
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In Design for Evolution, il filosofo, astrofisico e ingegnere Erich Jantsch afferma che l’universo non è una macchina statica, ma si auto organizza sistematicamente in nuovi processi inventando nuovi livelli di complessità, e che così è la vita così è la mente e così sono le società. Il concetto di gliding evolution mostra che la violenza si arcaicizza e si modernizza in una provvisoria danza spazio-temporale. Non credi che la violenza moderna, l’egoismo predatorio e la distruttività abbiano a che fare con l’incapacità di comprendere la natura stratificata dei cambiamenti, soprattutto quelli di natura tecnologica? Il tasso di criminalità minorile non è mai stato così elevato. È possibile per il sistema del consorzio umano tentare delle linee coevolutive rispetto alla velocità delle tecnologie?
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Abbiamo letto che i serial killer stanno scomparendo. Il decennio che va dalla fine degli anni Sessanta e la fine degli anni Ottanta è stata l’epoca d’oro di questo genere di criminali, inizialmente chiamati “mostri” per creare con il linguaggio un’alterità radicale rispetto al concetto di umano. Di fatto, alcuni di loro sono diventate delle sorte di star, e nel 1992 è stata messa in commercio una serie di figurine dedicate ai serial killers dal titolo Bloody Visions. La nascita del profiling, che mette in relazione la violenza e la perversione con la società, unitamente al DNA, ai telefoni cellulari, alle telecamere di sicurezza—insomma, alla tracciabilità—permette di predire futuri omicidi. E poi l’autostop non si fa più.
In Le schegge, Bret Easton Ellis afferma che i serial killer non esistono più perché è cambiata la società, e che oggi, in Occidente, sono in voga le stragi. Alcuni criminologi affermano che uccidere ripetutamente appartiene ai meccanismi primordiali della sopravvivenza umana. Credi che manchino i coni d’ombra nelle mappe o questo genere di crimine è diventato desueto?
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Quando sei stato con noi a Genova per la tua personale Vieille Lâcheté, che peraltro ci appare fortemente collegata a What remains is the threat, per la prima volta ci hai parlato dalla tua fuga, giovanissimo, da Belgrado. Il generale Ratko Mladíc è morto pochi giorni fa. Perché le guerre a volte trasformano in straniero, in minaccia da espellere o addirittura da eliminare il vicino di casa, il collega, il coniuge, l’amico? Perché si uccide tentando di preservare l’identità?










Anna Scalfi Eghenter
Anna Scalfi Eghenter, Scaccchi. Omaggio al padre. Private collection, Rome, 2014. Installation view. Photo © Ela Bialkowska, OKNO Studio.
Anna Scalfi Eghenter, Tennnis. Homage to Albertina Eghenter, Centre Court, Tennis Centre, Meranarena, Merano, 2010. Installation view. Photo © Ela Bialkowska, OKNO Studio.
























































































Luca De Leva
Luca De Leva
Luca De Leva
Luca De Leva
Luca De Leva
Luca De Leva
Luca De Leva
Luca De Leva
Luca De Leva
Luca De Leva
Luca De Leva
Luca De Leva






































Tuguldur Yondonjtams
Tuguldur Yondonjtmas
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Tuguldur Yondonjtmas
Dana Sherwood
Dana Sherwood
Dana Sherwood

Mark Dion
Mark Dion
Mark Dion
Mark Dion
Mark Dion
Mark Dion
Mark Dion
Mark Dion










Tomás Saraceno, Ancestral Futures, Haus Der Kunst, Berlin, 2026. Exhibition view. Photo © Agostino Osio. Courtesy of Haus Der Kunst.
Tomás Saraceno, Ancestral Futures, Haus Der Kunst, Berlin, 2026. Exhibition view. Photo © Agostino Osio. Courtesy of Haus Der Kunst.
Tomás Saraceno, Ancestral Futures, Haus Der Kunst, Berlin, 2026. Exhibition view. Photo © Agostino Osio. Courtesy of Haus Der Kunst.
Tomás Saraceno, Ancestral Futures, Haus Der Kunst, Berlin, 2026. Exhibition view. Photo © Agostino Osio. Courtesy of Haus Der Kunst.
Tomás Saraceno, Ancestral Futures, Haus Der Kunst, Berlin, 2026. Exhibition view. Photo © Agostino Osio. Courtesy of Haus Der Kunst.
Tomás Saraceno, Conviviality, EXPO, Osaka, 2025. Installation view. Photo © Studio Tomás Saraceno.
Tomás Saraceno, Conviviality, EXPO, Osaka, 2025. Installation view. Photo © Studio Tomás Saraceno.
Tomás Saraceno, Conviviality, EXPO, Osaka, 2025. Installation view. Photo © Studio Tomás Saraceno.
Tomás Saraceno, Conviviality, EXPO, Osaka, 2025. Installation view. Photo © Studio Tomás Saraceno.
Tomás Saraceno, Complementarities, Red Brick Art Museum, Beijing, 2024. Exhibition view. Photo © Studio Tomás Saraceno.
Tomás Saraceno, Complementarities, Red Brick Art Museum, Beijing, 2024. Exhibition view. Photo © Studio Tomás Saraceno.
Tomás Saraceno, On Air, Palais de Tokyo, 2024. Exhibition view. Photo © Studio Tomás Saraceno.
Tomás Saraceno, On Air, Palais de Tokyo, 2024. Exhibition view. Photo © Studio Tomás Saraceno.
Tomás Saraceno, Web(s) of Life, Serpentine Gallery, London, 2023. Installation view. Photo © Studio Tomás Saraceno.
Tomás Saraceno, Web(s) of Life, Serpentine Gallery, London, 2023. Installation view. Photo © Studio Tomás Saraceno.
Tomás Saraceno, Web(s) of Life, Serpentine Gallery, London, 2023. Installation view. Photo © Studio Tomás Saraceno.
Tomás Saraceno, Gli Stati dell’Acqua, 2021. In AnarcoAracnoAnacro, Neapolis, Syracuse, 2021. Installation view. Photo © Olimpia Cavriani.
Tomás Saraceno, Gli Stati dell’Acqua, 2021. In AnarcoAracnoAnacro, Neapolis, Syracuse, 2021. Installation view. Photo © Olimpia Cavriani.
Tomás Saraceno, Gli Stati dell’Acqua, 2021. In AnarcoAracnoAnacro, Neapolis, Syracuse, 2021. Installation view. Photo © Olimpia Cavriani.





































Campo da Calcio Eurafrica Libia al centro
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Michael Beutler, Keep Beating Below 65°, Pinksummer, Genoa, 2020. Exhibition view. Photo © Alice Moschin.
Michael Beutler, Keep Beating Below 65°, Pinksummer, Genoa, 2020. Exhibition view. Photo © Alice Moschin.
Michael Beutler, Keep Beating Below 65°, Pinksummer, Genoa, 2020. Exhibition view. Photo © Alice Moschin.
Michael Beutler, Shipyard, Viva Arte Viva, 57th Venice Biennale, 2017. Installation view. Photo © Haupt & Binder.
Michael Beutler, Shipyard, Viva Arte Viva, 57th Venice Biennale, 2017. Installation view. Photo © Haupt & Binder.
Michael Beutler, Shipyard, Viva Arte Viva, 57th Venice Biennale, 2017. Installation view. Photo © Haupt & Binder.
Michael Beutler, Pump House, Spike Island, Bristol, 2016. Exhibition view. Photo © Stuart Whipps.
Michael Beutler, Pump House, Spike Island, Bristol, 2016. Exhibition view. Photo © Stuart Whipps.
Michael Beutler, Pump House, Spike Island, Bristol, 2016. Exhibition view. Photo © Stuart Whipps.
Michael Beutler, Pump House, Spike Island, Bristol, 2016. Exhibition view. Photo © Stuart Whipps.
Michael Beutler, Moby Dick, Hamburger Bahnhof, Berlin, 2015. Exhibition view. Photo © Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie / Thomas Bruns.
Michael Beutler, Moby Dick, Hamburger Bahnhof, Berlin, 2015. Exhibition view. Photo © Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie / Thomas Bruns.
Michael Beutler, Ballenernte, 2014, Kunstareal Munchen, Monaco
Michael Beutler, Haus Beutler, Bielefelder Kunstverein, 2014. Exhibition view. Photo © Philipp Ottendörfer.
Michael Beutler, Haus Beutler, Bielefelder Kunstverein, 2014. Exhibition view. Photo © Philipp Ottendörfer.
Michael Beutler, Haus Beutler, Bielefelder Kunstverein, 2014. Exhibition view. Photo © Philipp Ottendörfer.
Michael Beutler, Polder Peil, Wilhelminapolder, 2014. Installation view. Photo © Gijs Haak.
Michael Beutler, Polder Peil, Wilhelminapolder, 2014. Installation view. Photo © Gijs Haak.
Michael Beutler, Polder Peil, Wilhelminapolder, 2014. Installation view. Photo © Gijs Haak.
Michael Beutler, Polder Peil, Wilhelminapolder, 2014. Installation view.
Michael Beutler, Polder Peil, Wilhelminapolder, 2014. Installation view.
Michael Beutler, Polder Peil, Wilhelminapolder, 2014. Installation view.
Michael Beutler, Polder Peil, Wilhelminapolder, 2014. Installation view.
Michael Beutler, Knock Knock, Le Grand Café, Centre d’Art Contemporaine, Saint Nazarie, 2013. Exhibition view. Photo © Marc Domage.
Michael Beutler, Aluminum Pagode, LAC, Frankfurt, 2006. Permanent installation. Photo © Michael Beutler.





Canoas
Untitled
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Caledonian Road – The queen
Cavendish Square London 2001 – red glove
Caledonian Road London
Kings Cross London
Bermondsey London 1973 – blue car spray
Islington London 1998
San Francisco 2001
Kings Cross London 1983 – window wheel
Oakland California 2001 – market
Caledonian Road London 2001 – sash windows
Giants
Giants
Giants
Catherine
Catherine, rouge n. 4

Carsten Nicolai (Alva Noto), HYbr:ID, MACRO, Rome, 2024. Exhibition view. Photo © Melania Dalle Grave.
Carsten Nicolai (Alva Noto), HYbr:ID, MACRO, Rome, 2024. Exhibition view. Photo © Melania Dalle Grave.
Carsten Nicolai, Strahlen / Raggi, FMAV, Modena, 2023. Exhibition view. Photo © Rolando Paolo Guerzoni.
Carsten Nicolai, Strahlen / Raggi, FMAV, Modena, 2023. Exhibition view. Photo © Rolando Paolo Guerzoni.
Carsten Nicolai, Strahlen / Raggi, FMAV, Modena, 2023. Exhibition view. Photo © Rolando Paolo Guerzoni.
Carsten Nicolai, Transmitter / Receiver – the machine and the gardener, Marsèll Paradise, 2023. Exhibition view. Photo © Lorenzo Capelli.
Carsten Nicolai, Transmitter / Receiver – the machine and the gardener, Marsèll Paradise, 2023. Exhibition view. Photo © Lorenzo Capelli.
Carsten Nicolai, Transmitter / Receiver – the machine and the gardener, Haus Der Kunst, Munich, 2022. Exhibition view. Photo © Max Geuter.
Carsten Nicolai, Transmitter / Receiver – the machine and the gardener, Haus Der Kunst, Munich, 2022. Exhibition view. Photo © Max Geuter.
Carsten Nicolai, Grau, with Alber Oehlen, Galerie EIGEN + ART, Berlin, 2022. Exhibition view.
Carsten Nicolai, Grau, with Alber Oehlen, Galerie EIGEN + ART, Berlin, 2022. Exhibition view.
Carsten Nicolai, Rota, Lehmbruck Museum, 2019. Exhibition view. Photo Uwe Walter © Galerie EIGEN + ART Leipzig/Berlin und PaceWildenstein, VG Bild-Kunst Bonn 2009.
Carsten Nicolai, Parallax symmetry, Kunstsammlung NRW, Düsseldorf, 2019. Exhibition view. Photo © Achim Kukulies.
Carsten Nicolai, Tele, Berlinische Galerie, 2018. Exhibition view. Photo © Julija Stankeviciene.
Carsten Nicolai, Tele, Berlinische Galerie, 2018. Exhibition view. Photo © Julija Stankeviciene.
Carsten Nicolai, Organ, St. Anne Chapel, Weira, 2017. Installation view. Photo © Thomas Müller.
Carsten Nicolai, Organ, St. Anne Chapel, Weira, 2017. Installation view. Photo © Thomas Müller.
Carsten Nicolai, Parallax, Ichihara Lakeside Museum, 2017. Exhibition view. Photo © Hideto Nagatsuka.
Carsten Nicolai, Unidisplay, HangarBicocca, Milan, 2012. Exhibition view. Photo © Agostino Osio.
Carsten Nicolai, Unidisplay, HangarBicocca, Milan, 2012. Exhibition view. Photo © Agostino Osio.
Carsten Nicolai, Unidisplay, HangarBicocca, Milan, 2012. Exhibition view. Photo © Agostino Osio.




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Ceal Floyer, 2000,visione dell’installazione da pinksummer, Genova
Ceal Floyer, visione dell’installazione da pinksummer, Genova
Ceal Floyer, visione dell’installazione da pinksummer, Genova
Ceal Floyer, visione dell’installazione da pinksummer, Genova
Ceal Floyer, visione dell’installazione da pinksummer, Genova
Ceal Floyer, visione dell’installazione da pinksummer, Genova
Ceal Floyer, visione dell’installazione da pinksummer, Genova
Ceal Floyer, visione dell’installazione da pinksummer, Genova
Ceal Floyer, visione dell’installazione da pinksummer, Genova
Ceal Floyer, visione dell’installazione da pinksummer, Genova
Zuffi per Bonami
Cellula con vista
Cellula con vista
Cellula con vista
Cellula con vista
Finestra A4
Finestra A4
E adesso che sorvoliamo
La replica
La replica
Resting Branch
Promozione speciale!
Wunderkammer, Luca Vitone, 2018, veduta dell’installazione presso la galleria pinksummer, Genova.
Io, Luca Vitone, 2017, veduta dell’installazione presso il PAC, Milano
Chambres (Pinksummer, Genova)
Chambres (Pinksummer, Genova)
Chambres (Pinksummer, Genova)
Souvenier d’Italie (lumiérs)
Räume (Bundesgerichtshof, Karlsruhe; Deutsche Bundesbank Frankfurt/Main; Deutscher Bundestag, Berlin; Pergamonmuseum, Berlin )
Per l’eternità
Per l’eternità
Per l’eternità (Il Venerdì)
Per l’eternità (archivio)
Per l’eternità (Genova)
Per l’eternità (Venezia)
Per l’eternità (Milano)
Rogo
Piffero delle Quattro Province
Il Volo del Grifo
Il Volo del Grifo
Il Volo del Grifo
Il Volo del Grifo
Vuole Canti
Capricci (Giuliano Giampiccoli, Gianbattista Tiepolo, Ruins with palm, lion and a sound of Ayyala)
Eppur si muove (Divano)
Io, Roma (piazza Monte di Pietà)
Io, Roma (Via del Porto Fluviale)
Io, Roma ( via degli Specchi)
Carta atopica Europa
Finestra III (Isola dell’arte)
Finestra III (Isola dell’arte)
Los Angeles
Calliope
Et in arcadia ego
Busciuéta
Stundaiu
Wide city
Mapping
Il luogo dell’arte
La Moglie di Lot
Monumento Continuo (Piazza Navona)
Atti fondamentali: Amore (La macchina innamoratrice)
Atti fondamentali: Morte (Il cimitero di Modena)
Atti fondamentali: Educazione
Atti fondamentali: Vita (Supersuperficie)
Atti fondamentali: Cerimonia (il grande pellegrinaggio)
Monumento Continuo (Serie Manhattan a stadi)
Monumento Continuo (Taj Mahal)
Monumento Continuo (Nel Deserto del Sahara)
Graz (Mur)
Graz (Clockentrum)
Graz (Allagamento 1)
Graz nella vasca assonometrica
Atti fondamentali: Educazione 3
Sfere di schiuma (serie incompiuta)
Verso la Mecca, sotto il grattacielo
Cubo di foresta sul Golden Gate
House for a Superstar
Salvataggi Centri Storici Napoli
Guardiani del tempo
Cerimonia Los esclavos
Progetto per l’anfiteatro romano di Cagliari






Gelato Balleto! for Hermes, Performance, Old Sessions House, London, UK, 2022
Gelato Balleto! for Hermes, Performance, Old Sessions House, London, UK, 2022
Quarantaine, Pinksummer Contemporary Art, Genova, 2022
The Eternal Ear, Matera Alberga, Sextantio Le Grotte della Civita, Italy, 2019
Big V, Centre for Audio Visual Experimentation, Leeds, UK, 2019
Monument Memory Monument, Palazzo Reale, Milano, 2017
Monument Memory Monument, Palazzo Reale, Milano, 2017.
Monument Memory Monument, Palazzo Reale, Milano, 2017
Androgynous Egg, Frieze Projects, Frieze London, 2017
Androgynous Egg, Frieze Projects, Frieze London, 2017
The Lesson, Pinksummer Goes to Rome, Rome, Italy, 2016/2017
The Lesson, Pinksummer Goes to Rome, Rome, Italy, 2016/2017
I, Cave, mima (Middlesbrough Institute of Modern Art), Middlesbrough, UK, 2015
I, Cave, mima (Middlesbrough Institute of Modern Art), Middlesbrough, UK, 2013
I, Cave, mima (Middlesbrough Institute of Modern Art), Middlesbrough, UK, 2013
The Joyful Mysteries of Junior, Pinksummer Contemporary Art, Genova, Italy, 2012
Georgina Starr, Pinksummer, Genova, Italy, 2008
The Bunny Lake Collection, Pinksummer, Genova, Italy, 2000
The Miracle of the Hovering Cow
Hemidactylus Gallus
Shaking Hand
3
Fragment
Tourist
Tourist
Tourist
Tourist
Tourist
Tourist
Tourist
Tourist
Hut
Hut
Hut
Hut
Hut
Hut
Kunstgriff
Kunstgriff
Kunstgriff
Kunstgriff
Kunstgriff
Kunstgriff
Kunstgriff
Kunstgriff

Slampadato
Pomodoro Pelati
Mercedes W 124 E-Klasse
Animula vagula blandula
Where the hand doesn’t enter, heat infuses
Involuntary twitch
Eventuellement, 2010, Le Grand Cafe, St.Nazaire
A Curious Contortion in the Method of Progress, 2012, Kunstmuseum Liechtenstein, Vaduz
L’Ellipse D’Ellipse, 2012, L’IAC, Villeurbane
Rhombic oath folded
Knuckles
Untitled
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Untitled
Stamina and the Muse
Presence at Night
Presence at Night
Presence at Night







Spogliando un vicino (variazione 2)
Revolution Square, Ljubljana (collages)
Whitecity
Untitled 7
Untitled 3
Untitled 8
Untitled
Untitled
Barita Magica
Arco
Baton de promenade
Hemidactylus
Ojo
Sin titulo
Sin Titulo
Huevos Cosmicos
Sin titulo
Acantholis
Senza Titolo
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Senza Titolo
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Senza Titolo
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Senza Titolo
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Senza Titolo
Senza Titolo
Senza Titolo
Senza Titolo
Senza Titolo (Star Museum)
Star_C_10
Heebies Jeebies
Heebies Jeebies (correttore di grate)
Heebies Jeebies
Heebies Jeebies (Maglia di debolezza)
Heebies Jeebies
Heebies Jeebies
MBB 3000™

Senza Titolo (Per raccontare questa storia d’amore bisogna partire da Odessa)
Senza Titolo
Orango
Hippo
Senza Titolo
Invention de Morel
Untitled (Dwarf #4)
Sword made with Sikhote-Alin iron meteorite








Mariana Castillo Deball, installation view of Calendar Fall Away, 2022, CNC-engraved wooden floor, Variable dimensions, Hasta que los cantos broten (Until The Songs Spring), 2022, Mexican Pavillion at the 59th International Art Exhibition of La Biennale di Venezia. Courtesy of Mariana Castillo Deball and Mexican Pavilion La Biennale di Venezia. Photo © INBA/WE EXHIBIT – Samuele Cherubini. 2022
Marian Castillo Deball, installation view of Calendar Fall Away, 2022, CNC-engraved wooden floor, Variable dimensions, Hasta que los cantos broten (Until The Songs Spring), 2022, Mexican Pavillion at the 59th international Art Exhibition of La Biennale di Venezia. Courtesy of Mariana Castillo Deball and Mexican Pavilion La Biennale di Venezia. Photo © Manuel Raeder.
Mariana Castillo Deball, installation view of Amarantus, MUAC, Mexico City, 2021. Courtesy of Mariana Castillo Deball and MUAC. Photo © Gerardo Landa Rojano.
Mariana Castillo Deball, installation view of Amarantus, MUAC, Mexico City, 2021. Courtesy of Mariana Castillo Deball and MUAC. Photo © Gerardo Landa Rojano.
Mariana Castillo Deball, installation view of Between making and knowing something, Modern Art Oxford, Oxford UK, 2020. Courtesy of Mariana Castillo Deball and Modern Art Oxford. Photo © Helen Messenger.
Mariana Castillo Deball, Uncomfortable Objects, Witte de With Center for Contemporary Art, 2019. Installation view. Photo © Kristien Daem.
Mariana Castillo Deball, Finding Oneself Outside, New Museum, New York, 2019. Exhibition view. Photo © EPW Studio.
Mariana Castillo Deball, Finding Oneself Outside, New Museum, New York, 2019. Exhibition view. Photo Mari Hutchinson © EPW Studio.
Mariana Castillo Deball, Mariana Castillo Deball: Petlacoatl, installation view in the Logan Center Gallery. Photo by Robert Chase Heishman, 2018
Mariana Castillo Deball, Hypothesis of a Tree, 2016. Bamboo structure, rubbings on Japanese paper, Sumi ink, dimensions variable.
Mariana Castillo Deball, Liverpool Biennale, 2016, United Kingdom
Mariana Castillo Deball, Nuremberg Map of Tenochtitlan, 2015, Musée régional d’art contemporain, Sérignan
Mariana Castillo Deball, Parergon, 2014, Hamburger Bahnhof, Berlin
Uncomfortable Objects












Guy Ben-Ner
Guy Ben-Ner
Guy Ben-Ner
Guy Ben-Ner
Guy Ben-Ner
Guy Ben-Ner
Guy Ben-Ner
Guy Ben-Ner
Guy Ben-Ner
Guy Ben-Ner



Demolire Genova
Demolire Genova


Alieno
eud
Senza titolo
Senza titolo
Senza titolo
Senza titolo
Senza titolo
Senza titolo
Senza titolo
Jir
Mofo
Mofocracy
Mofobog
Almost Human
Almost Human
Alieno
The Family (Barbuto)
Fusione a neve persa VI
Fratelli
The Family (il pasto)
Cane (The Family)
Fuoco (The Family)
Scraper
Alieno
![Koo Jeong A, Land of Ousss [GRAVITTA], 2026 Installation view of Koo Jeong A's Land of Ousss [ GRAVITTA ], Kunsthaus Bregenz 2026.](https://www.pinksummer.com/wp-content/uploads/2026/01/ousss-gravitta-kunsthaus-bregenz-07.webp)
Koo Jeong A, OooOoO, The Tower terrace, LUMA Arles, France, 2021
Koo Jeong A, OooOoO, Triennale di Milano, 2019-2020
Koo Jeong A, Prerequisites 7, Acute Art, 2019
Koo Jeong A, Enigma Of Beginning, Pinksummer, 2016
Koo Jeong A, Oussser, Fondazione La Raia, Novi Ligure, Alessandria, Italy, 2014
Koo Jeong A, 16:07, Kunsthalle, Dusseldorf, Germany, 2012
Koo Jeong A, OTRO, Ile de Vassiviere, Vassiviere, France, 2012
Koo Jeong A, Nine, CAM- Centro De Arte Moderna- Lisbon, Portugal, 2011
Koo Jeong A, Constellation Congress, dia, New York, USA, 2010 – 2011
Koo Jeong A, Fantasissima&Fantasissimousss, 53 Biennale di Venezia, Fare Mondi, Arsenale, 2009





















Installation view C(to the power of)4, Kunstmuseum Liechtenstein, 20.5.–4.9.2022
Invernomuto, 4 Studi sull’Increspatura del Mare, 2021
Invernomuto, 4 Studi sull’Increspatura del Mare, 2021
Invernomuto, BLACK MED, POMPEII, 2021, audio installation
Prima delle Sabbie, GNAM, Roma, 2019/2020
Prima delle Sabbie, GNAM, Roma, 2019/2020
MED-T 1000, Pinksummer, Genova, 2019
MED-T 1000, Pinksummer, Genova, 2019
Negus
Ngati Dread
Untitled
Malù – Lo Stereotipo della Venere Nera
Black Ark
Negus – Duppy Conquerors
Wax, Relax
Dungeons and Dregs
B.O.B
Thunderstruck
Holedigger – Riduzione di Fango
Perspectives on Archive Check-In Architecture
Second Path, Migrant Song



Rosequeens
Rosequeens
Untitled
Untitled
The Organ
Mudflaps
Victory Sandbag Bench
Deconstructing 13 Stripes and Rectangle #8
Press Ganesh
Love Bug
Defense Bonds
Baseball (#2)
Telegraph
V
Baseball
Stomp
Tank

Triptych
Welcome
Pantyhose Wall
Reciprocal Space
Black Brain
Chemistry
Crystal Carpet
Gravity
In between
Drawing Blood
Drawing Blood
Think Less – Feel More
Heart of Glass




Cesare Viel
Cesare Viel
Cesare Viel, Corpi estranei: toccare un tesoro, Fondazione Sicilia, 2023. Exhibition view. Photo © Fausto Brigantino.
Cesare Viel, Corpi estranei: toccare un tesoro, Fondazione Sicilia, 2023. Exhibition view. Photo © Fausto Brigantino.
Cesare Viel
Cesare Viel
Cesare Viel, Corpi estranei: in un punto del mondo, Centre Pompidou, Málaga, 2022. Performance view. Photo © Alberto Cajigal.
Cesare Viel, Corpi estranei: in un punto del mondo, Centre Pompidou, Málaga, 2022. Performance view. Photo © Alberto Cajigal.
Cesare Viel, Corpi estranei: in un punto del mondo, Centre Pompidou, Málaga, 2022. Performance view. Photo © Alberto Cajigal.
Cesare Viel
Cesare Viel
Cesare Viel
Cesare Viel, Scrivere il giardino, Pinksummer, 2020. Exhibition view. Photo © Alice Moschin.
Cesare Viel, Lost in Meditation, PAC, 2019. Exhibition view. Photo © Nico Covre.
Cesare Viel, Il giardino di mio padre, PAC, 2019. Performance view. Photo © Lorenzo Palmieri.
Cesare Viel, Luca Vitone, Ab Urbe Genua Duo Lykanthropi Romae, 2017. Exhibition view. Photo © Francesco Cardarelli.
Cesare Viel, Luca Vitone, Ab Urbe Genua Duo Lykanthropi Romae, 2017. Exhibition view. Photo © Francesco Cardarelli.
Cesare Viel, Infinita ricomposizione, Pinksummer, 2015. Exhibition view. Photo © Alice Moschin.
Cesare Viel
Cesare Viel
Cesare Viel
Cesare Viel
Cesare Viel
Cesare Viel
Cesare Viel
Cesare Viel, Pinksummer, 2008. Exhibition view. Photo © Alice Moschin.
Cesare Viel
Cesare Viel
Cesare Viel, To the Lighthouse. Cesare Viel as Virginia Woolf, 2005. Performance view.
Cesare Viel
Cesare Viel
Cesare Viel







Plamen Dejanoff, Heritage Project private view (Stephan Stoyanov Collection), Art Agency Ltd, Sofia, 2026. Exhibition view.
Plamen Dejanoff, Heritage Project private view (Stephan Stoyanov Collection), Art Agency Ltd, Sofia, 2026. Exhibition view.
Plamen Dejanoff, Heritage Project private view (Stephan Stoyanov Collection), Art Agency Ltd, Sofia, 2026. Exhibition view.
Plamen Dejanoff, Heritage Project (United), Credo Bonum Foundation, Sofia, 2026. Exhibition view. Photo © Kalin Serapionov.
Plamen Dejanoff, Heritage Project (United), Credo Bonum Foundation, Sofia, 2026. Exhibition view. Photo © Kalin Serapionov.
Plamen Dejanoff, Heritage Project (United), Credo Bonum Foundation, Sofia, 2026. Exhibition view. Photo © Kalin Serapionov.
Plamen Dejanoff, Heritage Project (United), Credo Bonum Foundation, Sofia, 2026. Exhibition view. Photo © Kalin Serapionov.
Plamen Dejanoff, Heritage Project (United), Credo Bonum Foundation, Sofia, 2026. Exhibition view. Photo © Kalin Serapionov.
Plamen Dejanoff, Heritage Project II, Kunsthaus Graz, 2023. Exhibition view. Photo © M. Grabner/Kunsthaus Graz.
Plamen Dejanoff, Heritage Project II, Kunsthaus Graz, 2023. Exhibition view. Photo © M. Grabner/Kunsthaus Graz.













































